Protesi mammarie

Intervento

E’ realizzato in anestesia generale.
L’intervento consiste nel posizionare la protesi al di dietro del muscolo pettorale o della ghiandola mamaria.
Il chirurgo può introdurre la protesi attraverso una piccola incisione ascellare, periareolare o sottomammaria ed i in tutti i casi la cicatrice sarà estremamente discreta.
Il volume della protesi sarà scelto in base al desiderio della paziente ma anche in base alla sua morfologia : a volte una protesi troppo grande dà un aspetto poco naturale.

Post-operatorio
Il posizionamento dei dreneggi previene la formazione di ematomi.
L’immediato post-operatorio sarà caratterizzato da dolori muscolari.
La degenza dura, in generale, 24h.
Per un mese è obbligatorio indossare un reggiseno tipo sport.

Il lifting endoscopico frontale

L’endoscopia permette la visione di piccoli nervi e di vasi che, in questo modo, non vengono lesionati durante l’intervento chirurgico.

Abitualmente utilizzata in chirurgia addominale, essa può essere applicata alla ristrutturazione degli elementi frontali nell’ambito della chirurgia del ringiovanimento.
Attraverso delle piccole incisioni praticate nel cuoio capelluto, viene eseguita una dissezione per liberare le inserzioni del sopracciglio e visualizzare i muscoli responsabili delle rughe frontali e della zona intersopraccigliare.

I muscoli corrugatori e procero sono sezionati per eliminare le rughe glabellari.

La coda del sopracciglio è sollevata per ringiovanire lo sguardo.

Le conseguenze post-operatorie sono molto semplici perché non ci sono incisioni chirurgiche maggiori : compaiono delle lievi ecchimosi sulle palpebre e l’attività socio-professionale può essere ripresa circa 10-15 giorni dopo l’operazione.
E’ possibile associare una blefaroplastica, un laser o un lipofilling.

La Rinoplastica

L’intervento

Esistono più tecniche operatorie. Nella maggior parte dei casi tutto avviene all’interno del naso e, di conseguenza, non ci sono cicatrici visibili.
Innanzi tutto il chirurgo deve separare i 3 elementi del naso : la cute, la mucosa e la struttura costituita dalle ossa e dalle cartilagini.
Teoricamente esistono 2 tipi di intervento: la riduzione e l’aumento del naso.
In realtà, spesso questi due interventi sono associati. Cosi la cartilagine tolta da un gibbo o dal setto nasale è spesso utilizzata per allargare il tetto e migliorare la radice o la punta del naso. Oggi l’aumento è frequente quasi quanto la riduzione.

Post-operatorio

È indolore. Il dei disturbi respiratori. In seguito tutto rientra progressivamente nella norma.
Dopo 2 settimane si può incominciare a vedere il risultato ma questo è realmente definitivo dopo un anno.
In circa il 10% dei pazienti operati è necessario eseguire un piccolo ritocco :
in questo caso si tratta di una leggera irregolarità che il chirurgo può correggere in anestesia locale senza gesso nè ricovero.

Anestesia generale o locale associata a decontratturanti

Durata dell’intervento : 1 ora.

La chirurgia del ringiovanimento

La tecnica T.R.ES associa tre gesti principali che possono a loro volta essere associati ad altri gesti come la blefaroplastica o l’endoscopia frontale.

Il primo intervento che può essere realizzato nella tecnica T.R.ES è la trazione.
Tendendo verticalmente i tessuti, si fa risalire la guancia, il collo e la coda del sopracciglio. Il muscolo platisma viene messo in tensione per ridare l’ovale al viso.
L’entità delo scollamento della cute dai tessuti profondi è ridotta e questo darà a corto, medio e lungo termine, un risultato naturale.

Il secondo intervento è il riempimento adiposo o lipofilling, che consiste nel prelevare il grasso da certe zone del corpo ed infiltrarlo nel viso.
Spesso l’invecchiamento si verifica per scheletrizzazione con atrofia dei tessuti sottocutanei. Il viso si incava in certe zone, notoriamente a livello del solco naso-genieno, della regione orbitaria inferiore e della guancia nella sua zona piena : il risultato finale è un aspetto invecchiato con un viso piatto e rugoso.
Il gesto del lipofilling è fondamentale e al giorno d’oggi è inconcepibile realizzare una chirurgia del ringiovanimento senza eseguire un riempimento del viso.
L’ultimo intervento della tecnica T.R.ES è l’esfoliazione.
L’invecchiamento del derma è trattato utilizzando essenzialmente il Laser Co2 associato all’erbium. Si può ugualmente utilizzare il peeling chimico o la dermoabrasione.
Con questo intervento si migliora l’aspetto rugoso del viso e si ridà luminosità alla cute.
La durata complessiva di questi tre gesti va da tre a quattro ore; essi vengono eseguiti in anestesia locale potenzializzata.
Il decorso post-operatorio dipende essenzialmente dall’importanza dei gesti realizzati: esiste sempre una sensazione di tensione(specie al livello del collo), delle ecchimosi, ed un gonfiore per circa 15-20 giorni.

La tecnica T.R.ES è riservata ai pazienti che mostrano già un certo numero di segni legati all’invecchiamento.

Inoltre, sui tessuti profondi si può agire con altri due tipi di trattamento:
Il lifting endoscopico frontale che permette di eliminare le rughe glabellari e frontali;

La tossina botulinica che sopprime le rughe frontali e “le zampe di gallina”.

Liposcultura tridimensionale

Riguarda essenzialmente l’addome, la faccia esterna ed interna delle cosce, la faccia interna del ginocchio ed il collo.

La liposcultura è definitiva? Essa è definitiva se viene fatta seguendo le regole e da un chirurgo con esperienza. Con questa tecnica vengono aspirate tutte le cellule adipose che non si riproducono più nell’organismo, in quanto il loro numero è determinato alla nascita.
Nel corso della vita adulta, le cellule aumentano di volume in base agli apporti calorici.
D’altra parte, però, la liposcultura non risolve il problema dell’aspetto cellulitico della cute: è per questo motivo che è meglio intervenire da giovani, perché esiste una memoria cutanea.

L’intervento di liposcultura

La visita pre-operatoria è fondamentale per poter apprezzare ciò che è fattibile e ciò che non lo è. Nella maggior parte dei casi l’intervento è eseguito in anestesia locale.
A volte, per motivi di ordine medico o per scelta personale, l’intervento è eseguito in anestesia peridurale o generale. Il chirurgo introduce delle cannule fini attraverso piccole incisioni cutanee.

Cure post-operatorie

Il dolore è poco importante, ed è lamentato soprattutto il primo giorno. La zona resta contusa per qualche giorno. Spesso compaiono delle ecchimosi.
Nelle prime ore che seguono l’operazione compare un edema che gradualmente diminuisce per scomparire in circa due mesi.
Spesso per qualche settimana la cute ha un aspetto indurito. E’ obbligatorio indossare un indumento elastico 24 ore su 24 per quattro giorni, poi lo si può togliere due ore al giorno per circa quattro settimane.

Riduzione mammaria

Mal vissuta, l’ipertrofia mammaria è un problema reale che va al di là del semplice inestetismo.
Un eccesso ponderale sul petto può causare dei dolori cervico-mammari ed un atteggiamento curvo.
Esistono tre tipi di ipertrofia mammaria che possono essere associati ad altre anomalie:

  • l’ipertrofia mammaria ghiandolare pura
  • l’ipertrofia mammaria adiposa pura
  • l’ipertrofia mista

A questa patologia possono essere associati :

  • un tumore benigno tipo fibroadenoma del seno
  • una vera asimmetria che crea problemi per l’abbigliamento
  • una distrofia mammaria invalidante nella giovane donna.

L’intervento è giustificato:

  • se l’ipertrofia causa dolori cervico-mammari ed un atteggiamento curvo
  • se causa una cifosi dorsale precoce su uno scheletro in sviluppo
  • se l’ipertrofia mammaria ostacola la pratica sportiva
  • se esistono difficoltà psico-sociali.

L’ipertrofia mammaria adiposa si riscontra più tardivamente al di fuori del contesto dell’obesità.

Degenza post operatoria:

  • La degenza è di circa 3-5 giorni.
  • Le medicazioni vengono effettuate ogni 3 – 4 giorni. I fili vengono rimossi verso la 3° settimana.
  • I controlli post-operatori vengono eseguiti al 2°, 6° e 12° mese.
  • Oltre i 45 anni è indispensabile effettuare una mammografia di controllo.

Addominoplastica

Addome adiposo

Questa entità anatomica è un motivo frequente di visita. Nel corso degli anni l’addome può aumentare di volume e presentare un eccesso cutaneo – adiposo che dà origine sia al classico ” pancione “, sia ad un vero e proprio grembiule addominale.
Questo ventre è trattato inizialmente con una liposuzione in anestesia locale ; se residua un piccolo eccesso cutaneo, questo sarà escisso in anestesia generale. Nel post-operatorio è necessario indossare una guaina addominale per circa un mese.

L’addome con smagliature e distensione parietale

Il solo modo per far scomparire le smagliature è l’intervento chirurgico. E’ evidente che in questo caso bisogna scegliere tra le smagliarture ed una cicatrice che sarà a volte trasversale e sovrapubica, a volte ad àncora marina. Essa sarà quasi invisibile dopo circa un anno.
Questa operazione permette anche di trattare la distensione della parete addominale che è quasi costante.
La degenza è di 4-5 giorni. Dopo l’operazione sono necessarie delle medicazioni. I fili di sutura sono sottocutanei e sono tolti dopo circa tre settimane.

L’addome cicatriziale

La chirurgia intra-addominale può provocare dei gravi esiti cicatriziali, ma anche delle eventrazioni o degli indebolimenti parietali.
Queste lesioni devono essere trattate insieme ai problemi cutaneo – adiposi in un solo tempo operatorio.
Questa chirurgia può nettamente migliorare l’aspetto del ventre ed un certo numero di cicatrici possono scomparire quando sono situate al di sotto dell’ombellico.
La degenza è di 4-5 giorni.
Le cure post-operatorie sono semplici con medicazioni ogni tre giorni. E’ obbligatorio indossare una guaina di contenzione addominale.

Addominoplastica mutuabile e convenzionale

L’addominoplastica può essere a carico del sistema sanitario nazionale, quindi mutuabile, se tale intervento di chirurgia plastica è categorizzato come funzionale dallo specialisto.

Otoplastica

L’intervento

L’intervento dura meno di un’ora ed è eseguito in anestesia locale.

La tecnica che non lascia cicatrici sgradevoli dietro l’orecchio. Rimodelliamo il difetto di plicatura dell’antelice (a forma di arco verticale situato nel mezzo del padiglione auricolare) e ripieghiamo l’orecchio sul cranio in modo definitivo, con un risultato molto naturale.

L’intervento termina con qualche punto di sutura e con il posizionamento di una medicazione che protegge e mantiene il padiglione nella sua nuova posizione.

Le cure post-operatorie

Vengono somministrati degli analgesici la prima sera e a volte la prima settimana, evitando l’aspirina causa di emorragia. Le medicazioni ed i punti di sutura vengono rimossi intorno all’ottavo giorno.

Il lipofilling

L’innesto adiposo per molto tempo è stato difficile da realizzare.
La re-iniezione del grasso è una tecnica molto recente. Si tratta di un auto-innesto perchè il grasso è prelevato e re-iniettato nello stesso paziente.
Questa è una tecnica rivoluzionaria perchè trova numerosi campi di applicazione.
Il grasso può :

  • Colmare le depressioni inestetiche del corpo che possono essere naturali( polpaccio interno incavato o insufficiente per volume, depressione sulla faccia laterale dei glutei)
  • Colmare le depressioni iatrogene indotte da farmaci (iniezione di cortisone)
  • Colmare le depressioni provocate da interventi chirurgici mal eseguiti (liposuzione)
  • Colmare cicatrici depresse
  • Essere iniettato nel pene per aumentarne il volume
  • Riempire il viso nel contesto della chirurgia del ringiovanimento

I primi segni dell’invecchiamento facciale sono rappresentati dall’incavamento delle guance, dal cedimento del solco naso-genieno, dalla comparsa di occhiaie, dall’incavamento della parte interna della palpebra superiore e dall’ aspetto rugoso attorno alla bocca, specie in seguito ad eccessiva esposizione ai raggi solari o al consumo di tabacco.
Questi primi segni di invecchiamento possono essere corretti con un semplice riempimento grassoso o lipofilling e con l’esfoliazione realizzata con un laser CO2 erbium che permette di migliorare l’aspetto cutaneo.

Ptosi mammaria

Con il termine di ptosi mammaria si intende il cosiddetto seno cadente. Essa può comprarire in seguito ad una gravidanza o ad un dimagrimento.
L’intervento consiste nel rimodellare il seno e nel rimontare l’areola.

Rimodelliamo il seno in tutta la sua periferia mantenendo la possibilità di allattare soprattutto la sensibilità del seno e delle areole.
L’obiettivo finale è di ottenere un seno rotondo, conico o a pera in base alla morfologia della paziente, dei seni simmetrici, un contorno inferiore ben modellato, una proiezione frontale dell’areola e delle cicatrici quasi invisibili nel giro di qualche mese.

L’intervento necessita di una anestesia generale o locale potenzializzata.
La degenza è di circa 3-4 giorni e le medicazioni saranno effettuate per una decina di giorni.

Chirurgia post obesità

I trattamenti chirurgici moderni dell’obesità, con l’avvento della gastroplastica verticalizzata o con anello regolabile, permettono dei dimagrimenti rapidi e duraturi. Tuttavia, con il dimagrimento si modifica anche la morfologia del corpo.

Le conseguenze sono : il rilasciamento cutaneo addominale, delle braccia e delle cosce, e la ptosi dei seni. Questo aspetto inestetico della cute può essere corretto con dei gesti di chirurgia estetica :

1) I seni possono essere corretti con le tecniche utilizzate in caso di ipertrofia mammaria o ptosi mammaria

2) L’addome può essere corretto grazie ad una addominoplastica con gesto chirurgico anche sui muscoli retti dell’addome per rafforzare la parete addominale, ed escissione dell’eccesso cutaneo situato al di sotto dell’ombellico.

3) Un lifting delle cosce e delle braccia può mettere in tensione la cute a questo livello.

La chirurgia gastrica per gli obesi

La chirurgia gastrica è una procedura terapeutica indicata solo per le persone con problemi di obesità che si ripercuote sulla salute.
Le indicazioni sono:

  • obesità morbite; indice di massa corporea uguale o superiore a 40 k, che resiste a trattamenti medici ed espone la paziente a complicazioni per la salute.
  • obesità compresa tra i 35 e i 40 kg; se c’è pericolo di gravi complicazioni.

In tutti i casi, l’indicazione non può che essere presa in considerazione per tutti i pazienti sotto controllo da almeno un anno e dopo aver preso in considerazioni tutti i rischi e i pericoli.

Vengono eseguiti principalmente 2 tipi di interventi

  • riduzione gastrica semplice, definita gastroplastica
  • diminuzione dell’assorbimento gastrico intestinale, definita corto circuito gastrico

Quale tecnica chirurgica scegliere?
Non è possibile giustificare la scelta di una tecnica rispetto a un’altra sulla base di un rapporto qualità/prezzo. C’è però da tenere in considerazione che la tecnica chirurgica “corto circuito gastrico” provoca una perdita di peso superiore alla tecnica della restrizione gastrica.
La scelta, ponderata in base alle esigenze del paziente e del medico chirurgo verte principalmente su questi fattori:

  • la morfo-tipologia del paziente
  • la gravità dell’obbesità
  • le difficoltà tecniche operatorie
  • l’esperienza del chirurgo

La gastroplastica è generalmente raccomandata al primo intervento, ma se si vuole ottenere maggiore perdita di peso i chirurghi possono proporre fin da subito il corto circuito gastrico.
Dopo l’intervento è indispensabile un controllo medico costante ad opera del chirurgo e dell’ équipe che ha effettuato l’operazione.
Generalmente consigliano tre piccoli pasti al girono e qualche spuntino. Il paziente deve inoltre masticare bene gli alimenti, mangiare lentamente ed evitare cibi molto calorici. E’ necessaria la prevenzione e il trattamento di carenza di ferro e vitamine.